mercoledì 7 maggio 2014

Whatsapp, oh Whatsapp, perché sei tu, Whatsapp?


Visto che avete apprezzato così tanto l'articolo su Google+ vs. Facebook lasciando una caterva di commenti sul blog (ben 58, aggiornato alle 22.21 di giorno 7 maggio 2014), torno con una perla di originalità che non tratta una sfida tra servizi di instant messaging.

Ci siete cascati? Ed invece sì che tratterò una sfida tra servizi di instant messaging, sì ma che cavolo, chiudi già la finestra del browser? Senti cos'ho da dire almeno!
Dai sì, intanto il solito ragionamento estremamente profondo che non userei Whatsapp se non ce l'avessero tutti i miei amici (tranne quel tizio strano con cui eri amico alle elementari che usa WeChat per chattare con strani tizi dell'estremo oriente). Ok, poi? Ah già, eh ma ora Whatsapp è di Zuckerberg e ci ruba le foto! Sì, il CEO di Facebook ha un'incredibile voglia di crearsi il più grande album Panini del mondo, con oltre 500 milioni di facce da Whatsapp e 1,14 miliardi da Facebook.

Bon dai la pianto, ma davvero, come mai la gente usa solo Whatsapp? Sebbene questa frase sia solo leggermente errata, visto che qualcuno che usa servizi alternativi esiste, me compreso, possiamo approssimarla come universalmente vera.
Intanto la prima motivazione e direi quella fondamentale è che Whatsapp funziona! Da che ne ho memoria, ha solo avuto un downtime dal 2009 ad oggi ed è stato un paio di giorni a seguito dell'acquisizione con Facebook, problema da condurre, verosimilmente a questioni burocratiche legate alla stessa acquisizione.
Secondo motivo, non meno importante del primo, è che Whatsapp è stato il primo a presentarsi al mondo su larga scala e la tentazione degli utenti di non pagare per gli SMS è stata tanto forte da far esplodere il fenomeno.
Come già detto nel precedente articolo di Google+ vs. Facebook, il primo che arriva, specialmente in questo ambiente, ben alloggia ed è difficile che qualcuno lo scomodi dalla sua posizione.
È vero, esistono servizi alternativi, come il sopra citato Line, WeChat, BB messaging, Telegram, Skype e il trascurato Viber. Ma qui entra in gioco la frase che prima ho dato per scontato: "eh son tutti su Whatsapp". La conseguenza? 500 milioni di utenti per il client ora nelle mani di Zuck e gli altri a spartirsi altri mercati. Sì, perché WeChat e Line sono strapieni di utenti, ma la maggior parte vengono dall'est del mondo dove l'India e la Cina stanno acquisendo una posizione sempre più rilevante nel mondo android.

E gli altri? Telegram ha cercato di rosicchiare terreno dopo la notizia dell'acquisizione del client da parte di Facebook Inc. ed è riuscito nel suo intento arrivando a diversi milioni di utenti, ma svanita la notizia, si è assopito anche il boom e in giro non si legge niente di tanto scoppiettante come mesi fa.



Viber credo che sia stata la delusione più cocente, ma non dal punto di vista dei developer o dell'applicazione in sé, quanto da parte degli utenti. Il boom di Viber è avvenuto tempo fa, ma adesso tutto sopisce o quasi. Eppure l'applicazione offre servizi che Whatsapp promette di fornire da tempo immemore, quale la chiamata vocale gratuita (che funziona discretamente bene anche su rete 3G), i messaggi a pop-up, stickers, decine di emoji, gruppi di chat e via dicendo.

E quindi? Perché Whatsapp, sebbene odiato, sebbene brutto (preferisco Viber, degusti bus), sebbene meno funzionale, è il client di messaggistica universale in Italia, in Europa e in giro per il mondo?

La risposta la lascio ad un vecchio detto, chiudendo l'articolo in maniera brusca, giusto per fare quello che fa l'innovatore:

Chi lascia la strada vecchia per quella nuova, sa quello che lascia, ma non sa quello che trova.
Non l'ha detta Confucio, ma è saggia a sufficienza per spiegare i quesiti posti da questo articolo.

Ps. se sei andato a vedere se nell'altro articolo ci son stati davvero 58 commenti, grazie, grazie di cuore per esserti fidato di me!