martedì 6 maggio 2014

Google+ vs. Facebook, chi vincerà?

Potrei subito chiudere l'articolo rispondendo con "Twitter" e la sua crescente devozione dei twittatori verso il social più da smartphone che esiste, ma parliamo di social con ambiti, contenuti e format diversi.


Sì, perché anche se possono sembrare molto simili in quanto a struttura, Google+ (o come in Italia amiamo chiamarlo, gugolplàs) e Facebook sono abbastanza differenti, anche tra di loro.
Il social di Mountain View appartenente al colosso Google ha saputo approfittare della sua nascita diversi anni dopo Facebook e si è bellamente saltato gli anni di gavetta che gli sarebbero dovuti aspettare nel caso in cui fosse stato un social stand-alone.
Inoltre garantisce l'iscrizione automatica a partire, semplicemente, da un account Gmail e pochi click di attivazione, sia da pc che da smartphone.
Il risultato è stato un prodotto già finito e rifinito con la particolarità di Hangouts, la chicca in più che riesce a dare a G+ una spinta verso la professionalità, cosa che a Facebook manca.
Il social di Palo Alto, appartenente al giovane Zuckerberg (che grazie ad esso è diventato il miliardario più giovane di sempre) si fa forte, invece, di più di 10 anni di attività (vi sentite vecchi, eh?), oltre 1 miliardo di profili e soprattutto l'abitudine degli utenti nell'uso, per rafforzare la propria egemonia nella rete.

A giudicare così, superficialmente, Facebook e Google+ sembrano equivalersi sul piano tecnico, ma sembra esserci un forte squilibrio sul piano degli utenti. 
Fermati un attimo, prova ad immaginare quanti utenti ha Google+, considerando che Facebook, da 10 anni in attività, ne ha oltre 1 miliardo (1,14 miliardi con precisione).

Quanto hai detto? 500 milioni? 700? 200? No amico mio, ne ha 1,13 miliardi (fonte 1, 2 e 3), esatto, a mala pena un milione meno di Facebook. Eppure tante, tantissime persone non ne hanno mai sentito parlare o comunque preferiscono FB.
I perché non sono da ricercare nella struttura degli stessi social. Abbiamo detto che ormai hanno la maturità per essere funzionali a sufficienza per soddisfare ogni tipologia di utente, ma quindi come mai Google+ è così diffuso, ma poco discusso?

La stratificazione degli utenti è la risposta. Posso affermare con sufficiente certezza che su Facebook  ci si iscrive per diversi motivi:
- perché "con chi parlo se no?"
- perché "eh ma non hai facebook? Ce l'hanno tutti!"
- perché "si rimorchia"
In soldoni ci si iscrive a Facebook per abitudine e per comodità ed in quanto Facebook è "il social"
Mentre per Google+ il discorso è differente. Non essendo "l'abitudine", chi si iscrive a Google+, non si iscrive ad un social, uno a caso, si iscrive a Google+, con la consapevolezza di quello che è e di quello che c'è dentro.
Ed è quello che c'è dentro che fa la differenza tra i due colossi. 
Su Facebook possiamo tranquillamente entrare a contatto con la nostra cerchia di amici che frequentiamo nella vita quotidiana, (ex) compagni di scuola, colleghi, conoscenti e via dicendo. Ci intrattengono le celebrità del piccolo e grande schermo, sportivi, artisti e quant'altro. Non mancano le pagine umoristiche, vero e proprio fenomeno esploso dal 2009 a seguire e così via.
Su Google+ lo scenario è totalmente diverso. Sono frequentissime le community di developing e sono un'infinità perché praticamente ogni applicazione con più di 100.000 download ha una community di supporto. Ed ognuna di queste ha decine di migliaia di utenti. Stesso discorso vale, restando in topic Android, per gli sviluppatori di kernel, ROM, mods e quant'altro. Le community sono un ottimo modo di interagire e credo che siano il primario sul social di Google, visto che il profilo personale è più una fusione di un profilo Twitter (col discorso dei follower e le cerchie) e Facebook (per le foto e gli album).
Marcia in più che ha Google+ è il fatto che ci siano diversi marchi di elettronica (e non solo) che sono a stretto, strettissimo contatto con l'utenza nelle pagine, dove è possibile anche interloquire con loro (se il discorso è interessante, non aspettatevi di parlare del meteo con i social manager di Samsung).

Ma quindi, se si equivalgono anche su questo piano, come mai si ha la percezione che G+ sia meno diffuso rispetto a Facebook? Eh, qui c'è un tranello non tranello.

Qual è il software per smartphone più diffuso al mondo? La risposta la conosciamo tutti.

Android è il sistema operativo mobile più diffuso al mondo e per adoperare a pieno Android (ma anche solo per scaricare le applicazioni dal Play Store) serve un account Gmail.
E già qui scatta il primo inghippo. Se hai Gmail è perché probabilmente lo usi già dal pc e probabilmente hai anche caricato la foto distrattamente nella finestra "upgrade account", creando, così, il profilo G+.
Ma anche se fossi stato abbastanza attento da non farlo, probabilmente avrai notato che quasi in tutti i device nuovi di unboxing c'è già preinstallato come app di sistema G+. Non aprirlo significa anche non iscriversi, ma aprendolo, magari per la curiosità che ci pervade per il nuovo acquisto, si accetta la condizione di iscrizione e ci si porta nella configurazione guidata del profilo. Et voilà! Nuovo profilo G+, che magari resterà inutilizzato, ma intanto c'è e fa numero (e che numero, 1.13 miliardi).

Con ciò non voglio dire che G+ rubacchia utenti, per carità, però di certo non frappone barriere tra l'utente e l'iscrizione al suo social.

Se però passiamo ad analizzare la controparte, c'è da dire che anche da quel verso si "rubacchia" numero. Difatti Facebook è il primo social al mondo per numero di account falsi o comunque multipli. Complice una politica di moderazione spicciola, gestita in maniera approssimativa (vi assicuro che sono stato bannato per la foto di un cantiere navale, che ha avuto la sfortuna di essere postata nei giorni subito successivi al disastro Costa Concordia), tanti, tantissimi utenti creano doppi (tripli, quadrupli profili) per aggirare la limitazione del posting-block attuata da Facebook, facendo così numero e cassa nelle tasche di Zuckerberg.

Succo del discorso? Sì lo so che vi siete annoiati con sto articolo mezzo social, mezzo da wannabe marketingaro, però dubito che ci sia un pazzo che stia leggendo ancora qui giù, quindi continuo per i fatti miei.
Il succo è che Facebook, a mio avviso non morirà, come non morirà Google+ semplicemente perché c'è utenza diversa e differente, quindi effettivamente non c'è un furto di utenti d G+ ai danni di FB (e viceversa). Anzi, tanti, tantissimi, usano insieme i due social, sebbene simili (me compreso) e solo uno sciocco abbandonerebbe uno per l'altro, perché i target di pubblico ed utenza sono diversi ed è diverso il metodo di interfacciarsi con essi. Credo che al massimo Facebook, se proseguirà la nuova politica di cancellazione degli account che non forniscono numeri di telefono e continuerà a porre dei limiti alla creazione di account per IP (eh già), forse ridimensionerà il numero di qualche milione, assestandosi sul miliardo o poco meno. 
Mentre Google+, beh, ormai credo che sia arrivato anche lui, non supererà il miliardo e mezzo, salvo massiccia informatizzazione delle zone meno coinvolte nel mondo smart.

Ebbene sì cari lettori (ossia me, che rileggo l'articolo per correggere gli errori), è il solito finale che non dice nulla e voi non ci potete fare nulla, tra Facebook e G+ non c'è un vincitore perché non sono in diretta competizione (anche se vari siti affermano il contrario). Coesistono e coesisteranno ed in fondo va bene così a tutti quanti.

Spero di non avervi annoiato con questo editoriale e a ri-leggerci al prossimo delirio!