lunedì 6 ottobre 2014

Salve, mi fa un etto di Cyanogen? Parte 2


Ne avevo già parlato nella prima parte più di un mese fa ed oggi ne torno a parlare perché ci sono stati degli interessanti sviluppi.

Che CyanogenMod faccia gola a molti, non è un segreto di stato, c'era Amazon, c'era Microsoft, c'era Samsung, c'era Yahoo e c'era anche l'immancabile Google, che possiamo tranquillamente dipingere come un orso che, camminando in una fiera di apicoltori, divori al suo passaggio il miele migliore.

Dio, ma che mi passa per la testa, che razza di metafora idiota è? Sì, ho paragonato Google ad un orso e Nest, Motorola e Cyanogen a dei vasetti di miele. 
Ho bisogno di ferie.

Va beh, metafore senza significato a parte, torniamo seri. Sempre nella prima parte postata un mese fa, avevo ipotizzato che ci fosse Yahoo dietro alle voci di mercato che volevano l'acquisizione della software house, ma ovviamente mi sbagliavo. Certo, avrebbe avuto più senso a mio avviso, considerando che Google ha ingegneri che lavorano su Android da ormai 10 anni, mentre Yahoo non ha nemmeno un sistema operativo, ma non sono io a scrivere la storia, semplicemente ve la racconto mettendoci un pizzico della mia, probabilmente sbagliata, opinione.

Insomma, Google ha avanzato la proposta e, indovinate un po', Cyanogen l'ha rifiutata. Le cose son due: o Steve Kondik (capo di Cyanogen), al momento della proposta aveva bevuto acido di batteria ed era fatto come un cammello, o ha qualcosa di grosso per la testa. Sì, perché non stiamo parlando di una proposta d'acquisto da 100.000€, stiamo parlando di 1 miliardo di dollari (che non so nemmeno come si scrive, per questo l'ho scritto a lettere).

Kondik ha rifiutato. Okay, per una volta facciamo i perbenisti ed assumiamo il fatto che Kondik non fosse (totalmente) fatto da acido di batteria ed assumiamo che abbia qualcosa per la testa. Si vocifera che Cyanogen abbia preso accordi con MicroMax, produttrice di smartphone low cost per il mercato indiano.

Ding ding, suona un campanellino nella testa di Kondik. Prima però guardiamoci attorno ed analizziamo lo scenario.

La MicroMax, come detto, produce smartphone low cost. Quante aziende producono smartphone low cost? Ne avete mai provato qualcuno? Io sì, ho provato, ad esempio, il Wiko Bloom, molto buono dal punto di vista hardware (fatta eccezione per lo schermo touch), ma in quanto a sistema operativo, c'è ben poco da dire: è AOSP, nulla più, nulla meno. Ed il modding per esso è praticamente inesistente. E come per il Wiko, anche tutta la marea di device a basso costo soffrono dello stesso "problema", ossia mancanza di un'interfaccia che non sia AOSP che, come sappiamo, offre ben poco in quanto a personalizzazione. 
Inoltre ogni casa produttrice modifica AOSP quel poco che basta per adattarlo alle proprie esigenze, ma così facendo si crea una frammentazione di non poco conto tra le varie tante piccole modifiche che ogni casa apporta in AOSP.

Allora l'idea di Kondik è: ok, Android va alla grande, perché allora non creare una versione soft (o meno) di CyanogenMod, la custom ROM più famosa al mondo e piazzarla su ogni device low cost prendendo accordi con le aziende del settore? Meglio un'unica ROM già personalizzabile che un mare di firmware tutti diversi tra loro, ognuno personalizzato dal proprio OEM. Unificazione, la parola chiave che ha detto a Kondik di lasciar perdere quel dannato miliardo di euro.

Continuando il flusso di pensiero: quanti top di gamma ci sono nel mondo Android? Dai, proviamo a contarli. Samsung Galaxy S5, Note 3, LG G3, Xperia Z3, Moto X 2014, HTC One M8. Quanti di loro montano Cyanogen? Nessuno. Tutti, meno Moto X, hanno un'interfaccia proprietaria e nessuna ha Cyanogen. 
Quest'ultima ci ha provato ad inserirsi nel mondo dei top di gamma con un certo signor Oneplus One, ma, tra un sistema ad inviti penoso che tarda a sbocciare in uno stupendo sistema di vendite normale ed una scarsa diffusione, figlia del sistema ad inviti di cui poc'anzi, Oneplus One è la nicchia della nicchia di mercato degli smartphone pensati per gli smanettoni.

Allora via così e puntiamo agli smartphone di fascia bassa, fetta di mercato enorme se pensiamo che sono particolarmente pensati per i paesi emergenti come India, Cina, Indonesia e così via.

In fondo l'idea di Kondik non è così malvagia, mi sa che dovrei cominciare a bere acido di batteria**.



**attenzione, bere acido di batteria non garantisce la crescita del proprio quoziente intellettivo. Al contrario, probabilmente esso scenderà parecchio, fino ad arrivare a 0. Per cui lo sconsiglio vivamente.