mercoledì 8 ottobre 2014

Inizia la transumanza! [Parte 1]


Non sto parlando di qualche strano spostamento che effettuavano nell'antichità per raccattare quel che si poteva per mangiare. No, oggi tratto un argomento delicato che, quando portato all'orecchio sbagliato, fa alzare gli occhi al cielo e sbuffare non poche persone.

Oggi parlo di Linux. 

Bill: Come sempre, cosa ci sarebbe di nuovo?

Niente Bill, infatti volevo trattare un argomento che è trito e ritrito e del quale troverete in rete dozzine di post con motivazioni, discussioni infinite e flame: infatti oggi parliamo di migrazione di sistemi operativi, più precisamente la migrazione da Windows a Linux.

Bill: Ma se è un argomento trito e ritrito, ha senso che anche tu dici la tua?

No, ma soprattutto sì perché cercherò di scrivere questo post dando dei punti di vista differenti e delle motivazioni alternative, ma altrettanto valide.

Bill: Va beh ho capito che non riuscirò a fermarti dal parlare di sta pippa, me ne vado!

Va bene, la ringrazio Dottor Gates, in fondo sto solo cercando di rubarle utenti, è comprensibile che ce l'abbia con me.

Ho dormito 4 ore, non prendetevela con me se partono discorsi senza senso.

Perché migrare?

Domanda da un gazzilione di dollari, più o meno il patrimonio del mio amico qui su. 
Sul perché un utente voglia decidere di abbandonare Windows ci possono essere decine di spiegazioni, elencherò qui quelle più comuni:

- la più classica: Windows è diventato troppo pesante per l'hardware
- la meno classica: Windows funziona fin troppo bene, voglio complicarmi la vita con Gentoo!
- quella più libertaria: voglio utilizzare solo software open source
- quella più strana: Ubuntu è alla moda, voglio usare quello!
- quella ancora più strana: mi piacciono i giochi che ci sono su Linux

Le ultime due me le sono inventate di sana pianta, ma le prime 3 sono abbastanza veritiere. L'hardware non a passo coi tempi del mio vecchio notebook è stata la ragione principale che mi ha buttato tra le braccia di Linux. La CPU single core da 1.6GHZ e soprattutto i 128MB di VRAM della penosa ATI Radeon Mobility 1200 non davano tanto spazio di manovra a Windows 7 ed al suo tema Aero ed è per questo che decisi di tuffarmi su Ubuntu 11.04. 


Ubuntu 11.04 con Unity

Che poi Unity non fosse proprio un fuscello, me ne sono accorto solo dopo qualche giorno, orientandomi verso Linux Mint Debian Edition, ma questa è un'altra storia.
Dunque, parliamo di ogni problematica.

Motivazione 1: Windows è troppo pesante

Purtroppo questo è vero, ma fortunatamente a partire da Windows 8 questo aspetto è diventato meno vero, tant'è che anche computer più datati possono eseguire Windows 8 senza troppi problemi. Per Windows 7 e Windows Vista la discorso rimane quello, troppi effetti grafici che richiedono GPU sempre attive e CPU a supportarle e purtroppo, per soddisfare queste richieste, il PC rallenta i processi utente che hanno una priorità più bassa di explorer.exe (il processo che vi tiene in piedi l'aspetto del vostro pc).

Linux, grazie anche ad una grafica un po' retrò di alcuni suoi desktop enviroment (aka DE), non pesa eccessivamente sulla GPU, sulla CPU e sulla RAM, lasciando all'utente più spazio per il multitasking.
XFCE, LXDE, Mate, Cinnamon, Openbox, Pantheon sono tutti desktop enviroment leggeri che non rinunciano ad offrire un aspetto eye-candy all'utente. Inoltre sono personalizzabili (XFCE su questo è imbattibile) ed offrono un'esperienza utente completa, al pari di quella di Windows.

Motivazione 2: Windows funziona troppo bene, voglio complicarmi la vita!

Credeteci o meno, questa è una motivazione vera. Certo, l'ho enfatizzata un po', ma il concetto è che Windows funziona e funziona subito ed è questo che attira tutti gli utenti. Linux invece vuole che tu, utente, impari come lui funziona e poi ti adegui a lui. È un po' pretenzioso in questo, ma in compenso lui ti mostra tutto quello che fa, in modo da capire insieme.


Niente paura, è solo l'albero delle cartelle di Linux.
Come? Beh, se scegliete una distribuzione molto pura (passatemi il termine), come Gentoo, Arch, Red Hat ed un po' tutte quelle con l'installazione testuale e la compilazione dei pacchetti, si capisce l'allocazione delle cartelle, il posizionamento dei file e la compilazione dei pacchetti in sé.
Ed anche se si sceglie una distribuzione più user-friendly come, per dire, Ubuntu, dove l'installazione è estremamente semplice, col tempo e con pazienza, il funzionamento dell'OS viene fuori. È una roba da smanettoni, è vero, ma non per questo sminuiamo questa ragione: la gente usa Linux per smanettare. D'altronde, per fare un parallelo androidiani, perché vorresti flashare una ROM se quella stock va già bene?

Motivazione 3: Windows ha il codice sorgente chiuso, voglio solo open source!

Motivazione pratica e filosofica allo stesso tempo, ossimoro eh? Come il saggio Richard Stallman afferma: il software deve essere libero, gratuito e tutti devono poter guardare il codice sorgente.




Perché? Per due motivi essenzialmente: voglio sapere cosa combina il mio software, per capirlo e conoscerlo. La seconda motivazione è perché voglio sapere che non stia programmando (ahah ha fatto la battuta! Un programma che programma qualcosa!) qualcosa di malevolo, tipo sottrarre dei dati sensibili o iniettare virus, aprire porte o cancellare file. Se il codice sorgente è chiuso, non so cosa stia facendo, mentre se è aperto, posso prendermi lo sbattimento di controllarlo e decidere se installarlo o meno.

Ora, sono cosciente del fatto che quei 6 lettori si stanno annoiando a morte (tra i quali io, la mia ragazza che controlla che non stia sproloquiando a caso, 3 bot di Google e tu, solo soletto a leggere sta cosa in un mercoledì sera), per cui terminò qui, bruscamente, questa prima parte sul perché una persona vorrebbe migrare da Windows a Linux. Ovviamente mi tengo il meglio per i prossimi due articoli, dove effettivamente cercherò di fornirvi le migliori motivazioni possibili. No, non sto facendo il link-grabber, su su, un po' di fiducia!

Per cui, basta dare adito a sto povero delirante di scrivere ancora e ci rivediamo col prossimo articolo, mi raccomando, fatevi un doppio caffè prima di cliccare sul link!