giovedì 24 luglio 2014

MEGA oscurato, come riattivarlo


Come al solito, quando si tratta di tecnologia ed informatica, c'è da prendere l'argomento con le pinze perché le gloriose menti che tutto sanno di queste materie, proferiscono perle di saggezza come quella relativa al rincaro prezzi Apple per colpa del rincaro SIAE. Oggi parliamo di Mega, sito di hosting oscurato in Italia perché probabile colpevole di pirateria.

Non molto tempo fa c'è stato l'abbattimento del povero MegaUpload e del fratello MegaVideo, con un giro di vite che ha scosso l'intero mondo di internet. Sono stati in tanti a cadere, ma pochi a risollevarsi. Ma dalle ceneri di MegaUpload e MegaVideo, l'ex proprietario, Kim DotCom ha saputo ricostruire MEGA, il nuovo servizio di hosting senza videoplayer, criptato ed impossibile da penetrare da chiunque, con un dominio strategico posizionato in Nuova Zelanda.
Ma nonostante tutti gli accorgimenti presi da DotCom, c'è chi cerca ancora di ostacolarlo, forse per partito preso, forse perché... boh, per partito preso.
È il caso di una sentenza ad opera del giudice romano Costantino De Robbio che ha oscurato ben 25 siti internet, tra i quali, appunto, MEGA.

Ma la legislazione italiana non ha effetto sul dominio e sul database stessi, per cui non c'è stata la chiusura del dominio (ovviamente), bensì l'oscuramento da parte dei DNS italiani verso quei domini.

Tralasciando il fatto che questa mossa sia oscurantista (eheheh ironia becera) e assolutamente fuori da ogni concezione umana, visto che tanti, quali il sottoscritto, usano MEGA come backup in cloud della propria vita (50GB di host non sono niente male), diciamo subito che la cosa è reversibile in maniera semplicissima.

Già perché mentre il dominio non è soggetto alle leggi italiane, lo sono invece i DNS, che oscurano e reindirizzano la query dell'utente verso una pagina bianca o, addirittura, dando l'host come non disponibile. Mentre leggevo le notizie, il terrore che mi ha assalito quando ho pensato di aver perso tutti i dati a seguito di qualche buontemponata della NSA non ha prezzo, fortunatamente non è stato così.

Bando alle ciance, per riavere il nostro MEGA e gli altri 24 siti di hosting, è sufficiente cambiare i DNS di connessione. La maggior parte di noi si allaccia ai DNS forniti dal nostro internet provider (e la totalità sono italiani). Noi ci allacceremo, invece, ai DNS di Google, che dicono essere i più veloci (personalmente non ho mai riscontrato differenze significative con OpenDNS o con i DNS di Telecom stessi) e soprattutto esteri.

NB. la procedura viene eseguita su Ubuntu, ma è la stessa identica procedura per qualsiasi altra distribuzione Linux e soprattutto per Windows.

Fase 1

Aprite il vostro centro connessioni e condivisioni, selezionate la vostra connessione e modificatela.

Centro connessioni di Ubuntu 14.04

Centro connessioni di Windows 7


Fase 2

Recatevi nella scheda "Impostazioni IPv4".

Impostazioni IPv4 su Ubuntu 14.04
Impostazioni IPv4 su Windows 7
Fase 3

Settate il metodo dell'IPv4 in Automatico (indirizzi) e scrivete nello spazio dedicato i vostro DNS.

DNS di Google su Ubuntu 14.04
OpenDNS su Windows 7
Fase 4

Riavviate la connessione et voilà!

Alcuni pensieri

La procedura è perfettamente legale e non danneggia nessuno. Forse e dico forse, può venirvi in mente che un organismo burocratico si è messo in moto, spendendo soldi, decretando l'oscuramento da parte dei DNS italiani, di una ventina di siti. L'intera procedura si commuta, per noi utenti, in una ventina di click e una ventina di digitazioni sulla tastiera, più 6 minuti per leggere la guida e tradurla in azioni. Il tutto per riavere la situazione precedente alla sentenza.

La domanda viene spontanea: era davvero necessaria?