lunedì 26 gennaio 2015

Breaking News: OnePlus diventa una bancarella da fiera



Ah ma non è Lercio! Ma il paragone calza e voglio spiegarvi anche perché. Fate ancora in tempo a chiudere la finestra del browser e andare a studiare o a lavorare, vi avviso.


Troppo tardi, ormai l'avete aperto e vi tocca leggere.
Avete presente quelle fiere paesane dove ci sono quelle irriducibili bancarelle presso le quali è possibile sfidare la sorte lanciando cerchi ad improponibili premi (impossibili da agguantare) e restarci come un fesso in ogni caso? 
Ecco, devo ammettere che mi sento quel fesso ogni volta che vedo un'iniziativa della Oneplus.
Ah ma non pensate che non mi sia eccitato (maliziosi) quando fu inizialmente presentato il One, tant'è che sono stato uno dei suoi più forti sponsor, entusiasta com'ero delle specs e del prezzo competitivo. Ma c'è stato un momento in cui ho capito quanto fosse limitata quest'azienda.

Faccio una breve premessa: ho notato che, ahimè, molti possessori del Oneplus hanno estremizzato il concetto di possesso di smartphone e sono arrivati, a mio avviso, al livello dei possessori degli iPhone. Per cui esorto a non perdere le staffe leggendo questo articolo, non verrà criticato il device in sé (che comunque ha presentato difetti di fabbrica), ma la strategia commerciale dell'azienda. Per qualsiasi reclamo, è comunque attivo lo sportello lamentele: lamentatidaunaltraparte@chissenefrega.com

Ricolleghiamoci col discorso: a partire dall'annuncio del device, per circa un mese, si è tenuto il primo giveaway su un sistema di inviti. Ero il primo a complimentarmi per la strategia logistica di tipo pull, necessaria per sondare il mercato e produrre in base alle richieste (e non il contrario). In questo modo si abbattono i costi di produzione, di magazzino e certamente non restano degli invenduti.
Inoltre l'intera campagna pubblicitaria di Oneplus era basata su un'abile gestione dei social attraverso post che incuriosivano e stupivano, il tutto a costo zero!

E non va bene?

Sembrava idilliacamente perfetto, fino a quando il sistema ad inviti non ha cominciato a stufare. Infatti la campagna inviti aveva senso nel momento in cui non si ha una chiara visione del mercato e non si sa quanto bene possa andare un prodotto. Certamente non stiamo parlando di Samsung o di Apple che son riusciti, col tempo, a crearsi un nome dietro al prodotto e quindi praticamente vanno avanti per inerzia. Però dopo 3-4 mesi passati a bombardare il web di campagne promozionali e a ricevere feedback entusiasti di amanti del robottino, smanettoni e gente più "normale", sarebbe dovuta anche arrivare l'ora di osare un pelo di più e cominciare a spingere i device sul mercato.

Oneplus 2

L'annuncio (non ufficiale) del OPO 2 ha dato la conferma al mondo che l'azienda Oneplus vuole bissare il successo dell'One, cosa che presuppone che un successo ci sia stato.
Ma le intenzioni quali sono? Un altro sistema ad inviti dove, per avere un telefono, bisogna rincorrere questo o quell'utente su chissà quale community su G+ oppure, peggio ancora, pagandolo a qualche utente furbetto. È comunque ancora presto per dare giudizi o azzardare previsioni, concentriamoci sul presente.
Dicevo che voler produrre un successore significa che il predecessore è stato un successo, il che ammette che le vendite sono state tali da poter dire che il telefono piace e continua a piacere.
E allora perché sul sito di Oneplus campeggia ancora questa schermata?


A mio avviso è semplicemente sbagliata. Una gestione del genere non può che essere castrante nei confronti dell'azienda che non si azzarda a fare la voce grossa, sebbene gli altri top non stiano andando troppo bene (HTC sta perdendo punti da ormai 2 anni, Samsung comincia a stancare e Sony si sta riprendendo solo ora).

Ancora premi e promozioni

Mentre posso chiudere ancora un occhio sulla paura di voler affrontare un mercato (anche se è passato ormai un anno), non posso davvero passare sopra ad un abominio di marketing che sta avvenendo in queste ore. Difatti Oneplus ha messo in palio 100 PowerBank da distribuire gratuitamente. Ah ma che iniziativa lodevole, che apertura mentale e che generosità! 
E se invece servisse solo a sondare il mercato? Ma è ovvio che servono a sondare il mercato e a vedere quante persone lo cercano, tant'è che è necessario compilare un Google Form per poter accedere al giveaway. 
Capiamoci, vanno più che bene i sondaggi di mercato, anzi, sono essenziali per analizzare e restituire il giusto, ma è anche vero che vanno dosati!
Stiamo parlando di un powerbank da 14.99$, mica di chissà quale capitale e anche se ne restassero 1000 in magazzino, considerando il prezzo di vendita al dettaglio (e non di produzione, che è ovviamente molto più basso), andrebbero in giacenza 15000$ che con un forte sconto, andrebbero via in men che non si dica.

Ma no, stiamo ancora qui a giocare con inviti e giveaway, rincorrendo dei prodotti che potrebbero avere una potenziale diffusione di massa ed invece sono ancora una rarità da vedere in giro per strada. Quanti prodotti Oneplus avete mai visto per strada? Personalmente soltanto uno a Roma, un One in mano ad un ragazzo a caso.
Sono dell'opinione che una possibile interpretazione che potrebbe dare un potenziale investitore basandosi su tali strategie intrise di paura sarebbe quella che neanche l'azienda crede in sé stessa e quindi perché mai l'investitore dovrebbe crederci e quindi investire?

Chiudo con una citazione (ormai divenuta banale) di una persona considerata, a torto, nemica del mondo Android:


Oddio, sono davvero arrivato a citare Steve Jobs? Son proprio messo male.