mercoledì 11 giugno 2014

Distro per muletti


Ho dato uno stampo troppo androidiano al blog, è giunto il tempo di buttarci dentro qualche articolo linuxiano e, con l'argomento di oggi, entro nel merito di una delle caratteristiche migliori di Linux.
I pregi di Linux sono diversi: il primo, senza dubbio, è la sua natura open source, che significa libertà. È un argomento che ho menzionato diverse volte nella mia pagina, su Cultura Internet (altra pagina che ho adminato, molto devota all'open source) ed anche su AndroidMod.
Il secondo è la struttura del kernel e la struttura dell'albero delle cartelle, nonché la gestione delle librerie, molto più ordinata e schematica rispetto a quanto intrapreso da Microsoft col suo Windows.
Il terzo, parzialmente correlato al secondo punto, è invece la leggerezza, che è l'argomento del post di oggi.

Mentre Windows si fregia di Aero (per Windows 7) e di Metro (per Windows 8 e seguenti) come interfaccia per l'utente, poco personalizzabili perché integrati nel sistema operativo stesso, Linux ha a disposizione una moltitudine di quelli che vengono chiamati desktop enviroment o più brevemente DE.

Il Desktop Enviroment in Linux, è separato dal sistema operativo, il che lo rende intercambiabile e fruibili in diverse sessioni.
Diamo una breve definizione: letteralmente significa ambiente della scrivania (o desktop se vogliamo fare gli amanti delle english words), ossia tutti quegli aspetti che vengono disegnati dall'hardware su comando del software per rendere l'interfaccia più interessante/bella/leggera/quellochevoletevoi.
Nel DE possiamo inserire il compositore delle finestre, ossia le barre ed i pulsanti che circondano le finestre stesse, le skin, le librerie che servono a supportare il software e quant'altro.

Ne esistono tanti ed ognuno ha delle caratteristiche proprie che lo rendono speciale in un senso o in un altro, offrendo, così, all'utente una vasta possibilità di scelta per andare incontro a quelle che sono le sue esigenze.

Il grande numero di DE, unito al fatto che sono indipendenti dal sistema operativo ha dato vita ad un fenomeno molto controverso e dibattuto nella comunità Linux, ossia la frammentazione. In tanti hanno voluto sperimentare la propria combinazione ideale e, pensando di fare cosa gradita, hanno modificato una distribuzione già esistente (di solito Ubuntu o Debian) hanno assegnato un nome alla distro, modificando qualche pacchetto e magari il DE e presentandola come nuova distro capace di offrire chissà quali ottimizzazioni.
Precisiamo alcune cose prima di scadere nella banalissima polemica:
- la natura open source di Linux racchiude, al proprio interno, la libertà di fare quello che si preferisce, compreso scaricare una distro già esistente, cambiargli nome e rimetterla in giro sotto il proprio nome (salvo eccezioni dettate da licenze strane).
- frammentazione non significa per forza negatività, uno degli aspetti più positivi di Linux è quello di provare, cambiare, sperimentare e alla fine scegliere la distro più giusta alle proprie esigenze. Sì, un po' come il modding androidiano.
- fin quando c'è qualcuno che "crea" (per usare un termine odiato da Torvalds, papà di Linux) distribuzioni di Linux, c'è qualcuno che ama Linux.

Bene, quest'enorme frammentazione (si parla di centinaia di distro, se non migliaia) porta con sé numerosi vantaggi: il primo è senza dubbio la possibilità di scelta e l'altro, correlato al primo è lo scaglionamento delle distro secondo determinati parametri.

Dopo questa enorme premessa, durante la quale la vostra testa sarà crollata una dozzina di volte sulla tastiera, passiamo al fulcro della discussione.
Poniamo come target 5 tipologie di PC e vediamo di scegliere quale distro adattare al PC stesso e perché (soprattutto perché).

Abbiamo i seguenti 6 pc:
- PC con assetto gaming, l'avant-guarde per quanto riguarda l'hardware in commercio
- PC con prestazioni high-end
- PC con prestazioni mid-end
- notebook generico medio
- netbook
- catorcio pre 1998

PC assetto gaming



Non cominciamo la solita flamewar che se vuoi gaming usi Windows, sebbene Steam sia ancora agli albori per Linux, quasi quotidianamente vengono aperti giochi anche per il pinguino, per cui, ad oggi, è solo una questione di tempo.
Con un PC assetto gaming non abbiamo di che preoccuparti riguardo le prestazioni, possiamo utilizzare ogni tipologia di distribuzione. La scelta varia molto, Ubuntu in primis, Kubuntu (ossia il flavour KDE di Ubuntu stesso), OpenSuse, Arch con KDE, Gentoo con un qualsiasi DE, Linux Mint KDE o Debian con su Gnome Shell.
Possiamo sbizzarrirci con Compiz e le dock alla Mac OS X, abilitare i plasmoidi di KDE e tutti gli effetti grafici di sto mondo!

High end PC



Il discorso non varia molto rispetto al discorso del gaming, ma se vogliamo evitare di pesare troppo sulla GPU senza però rinunciare all'estetica, Arch con su KDE o Ubuntu Gnome o, perché no, il classico Ubuntu con Unity non sono male.
Ma una distro che mi sento di menzionare è Elementary OS (vedi pic), bella grazie al DE Pantheon, elegante e senza dubbio accattivante.

Mid-end PC



Non sempre amiamo vedere effetti di classe nella composizione delle finestre, soprattutto quando la nostra GPU ha un paio d'annetti sulle spalle e un delay fastidioso che ci costringe ad aspettare il disegno dell'effettino.
In questi casi vogliamo procedere a qualcosa di veloce, pratico, senza troppi fronzoli, ma comunque ancora esteticamente accattivante. XFCE è la risposta: è un desktop enviroment leggero, funzionale, performante e gradevole da vedere. Io l'ho sempre utilizzato in accoppiata con Linux Mint, dove, grazie anche al menu Whiskers (no, niente cibo per animali, è un menu alternatico scritto in C, quindi molto leggero) rende il PC bello da vedere, personalizzabile all'estremo e veloce, nonché semplice da utilizzare.
Anche Manjaro è una più che valida alternativa basata su Arch, ma lo consiglio, anche qui, in salsa XFCE, piuttosto che KDE.

Notebook generico


Possiamo assimilare benissimo il Notebook generico medio al mid end PC, ma ho preferito assegnare una distro differente (non solo in quanto a distribuzione fisica) per una ragione: il discriminante energetico. Se usassi il notebook esclusivamente a casa, quindi con una presa della corrente perennemente a disposizione, direi senza dubbio Linux Mint XFCE, ma considerando che potremmo andare anche in giro ed utilizzare il PC con la sola batteria come fonte di energia, perché sprecare preziosi milliamper/ora per far disegnare effetti grafici alla GPU? È per questo che la scelta è ricaduta su Lubuntu, o comunque una qualsiasi distribuzione con LXDE (o il futuro LXQt), molto simile a XFCE come struttura, ma ancora più leggero e scarno. Somiglia vagamente all'ei fu Windows XP, quindi è anche una valida distribuzione per chi vuole tentare il passaggio Windows → Linux.

Netbook


Se avete un netbook, quindi un pc che lascia molto a desiderare in quanto a specifiche tecniche (per sua natura), allora ad occhi chiusi vi dico Crunchbang (o come viene chiamato #!), una distribuzione basata su Debian con OpenBox come Windows manager (molto leggero), che, all'avvio, pesa sulla RAM per soli 120MB. Non ha effetti di sorta, non ha menu di sorta (si apre tutto col click destro del mouse e si configura, quando non c'è la GUI, tramite semplici comandi da terminale o script preimpostati dal developer) ed è scarno. Nota speciale di merito va fatta al conky sulla destra, un monitor sulle funzioni principali del PC e sullo stato di alcuni aspetti fondamentali, quali uso della CPU, quantità di RAM usata e velocità di UL/DL.
Esistono anche altre distro come Puppy Linux o Damn Small Linux, molto valide anche loro.

Catorcio pre 1998


Linux ha la risposta anche a questo grave interrogativo. Prescindiamo dal fatto che chi cavolo userebbe mai un PC vecchio di quasi 20 anni, con specs che persino il peggiore smartphone potrebbe scavalcare, sebbene abbia una CPU ARM. Prescindiamo anche dal fatto che possiamo metter su una qualsiasi distro a riga di comando senza GUI (e quindi senza le centinaia di librerie che si porta dietro la GUI e senza tutti i pacchetti che funzionano con la GUI). Prescindiamo.
Adesso immaginatevi che in un floppy disk, sì, avete letto bene, un floppy disk da 1.4MB, ossia dalla grandezza di una canzone di 1 minuto e mezzo circa, ci va dentro un'intero sistema operativo, un kernel 2.4.x.y (con fs root fuso col kernel), busybox (quindi tutti i programmi basilari da terminale) e tutta l'interfaccia grafica (DE Kolibri) per avere un sistema operativo che riesce a girare con 16MB di RAM. Esatto! Sto parlando di ZoolLinux, un interessante progetto (mia opinione, un po' fine a sé stesso) che mira a rivitalizzare hardware ormai obsoleto anche per la discarica, così da dare un OS funzionante a chiunque.

Bene, questa è la carrellata di opzioni che dispone Linux, anzi, che io vi consiglio in base a questi 6 scaglioni arbitrari che ho imposto.
Ovviamente non sono un guru, né tanto meno un esperto del settore, sono solo un appassionato che ormai da qualche anno è dentro al mondo open source e che non riesce più a farne a meno.
Giusto per darvi l'idea di quel che uso io, al momento dispongo di 5 PC: un tower high-end, un notebook mid-end, un notebook low-end e due netbook. 
Sul tower high-end ho su Ubuntu 14.04 ed è il PC che solitamente vedete nei miei video.
Sul Notebook mid-end ho su Linux Mint 17 XFCE.
Sul Notebook low-end, che è quello dal quale vi scrivo adesso, ho su Crunchbang.
Su uno dei due (identici) netbook ho Android X86 e sull'altro Linux Mint 15 XFCE che utilizzo come media server per la TV.

Se avete dubbi, domande o anche consigli, vi prego di commentare qui sotto e partecipare attivamente, sono sempre aperto a discussioni di questo tipo!
Ovviamente il tutto se non vi siete già addormentati sul pc! In quel caso mi aspetto commenti con lettere scritte a casaccio dalla vostra faccia che sbava sulla tastiera.

Alla prossima!